È la storia fantastica di Ebenezer Scrooge, un ricco e avaro uomo d’affari, che disdegna tutto ciò che non sia legato al guadagno e al denaro. La vigilia di Natale, irritato dalle festività, che secondo lui portano ozio è un inutile dispendio di soldi, rifiuta in malo modo di fare un’offerta per i poveri, fa lavorare fino a tardi il suo impiegato al quale concede una paga misera, caccia il figlio di sua sorella che era venuto per invitarlo al pranzo di Natale, e per la strada risponde sgarbatamente agli auguri che gli vengono rivolti.
Quando arriva davanti alla porta della sua casa deserta, sul battente gli appare lo spettro del su9 defunto socio, Jacob Marley. Questi lo ammonisce sulla sua condotta di vita, e lo invita a ravvedersi per non essere costretto a vagare come lui per l’eternità, portandosi appresso il peso delle catene che si era guadagnato con la sua aridità e la grama di denaro.Per questo a Scrooge faranno visita tre Spiriti, quello del Passato, quello del Presente e quello del Futuro.
In scena nei panni di Anna Fezziwig e della signora Dilber, la governante di Scrooge, libretto di Melina Pellicano, liriche di Marco Caselle e Stefano Lori, regia di Melina Pellicano, per la produzione di Compagnia Bit.

